martedì 17 dicembre 2013

SIAMO ALLA FRUTTA

 

 
Sfogli le pagine sul web e leggi " Casaleggio sta profetizzando la sciagura e ha fatto e farà di tutto perché questa profezia si avveri per poi ergersi a salvatore"......E pensi!!!
Chi l'ha detto, ha dei seri problemi.
Poi scopri che a dirlo è il vicesindaco, nonché Assessore al bilancio del tuo Comune, di cui nutri una profonda stima e questa cosa ti lascia un po' di amaro in bocca. Perché diciamolo, da lui, non te la saresti mai aspettata, una caduta di stile così.
Allora capisci che il Pd è proprio alla frutta, anzi la frutta ha iniziato a marcire.
Così, decidi di rispondere, utilizzando la stessa caduta di stile.
Un totale disgusto per la vecchia classe politica e per quella che si veste di nuovo ma utilizza i sarti vecchi (fanno giochi nuovi con i maghi vecchi).
L' ALFETTA di nuovo a ben poco.
Tuttavia, se mi domando da dove viene tutto questo marciume, la risposta è una sola, non sono extra terrestri, sono italiani, sono il prodotto dell'Italia degli ultimi 50 anni. Un paese dov'è stata distrutta ogni etica e ogni morale, un paese dove ciascuno si è fatto gli affari propri e non il bene collettivo, un paese spolpato all'osso da destra e da sinistra con aiuto del centro, un paese dove Pd e Pdl hanno ucciso la speranza e la felicità.
Rispetto a tutto questo, Grillo e Casaleggio mi piacciono.
 Mi fa godere l'astio che la stampa ha verso di loro e di noi, mi fa godere la paura, che ora il Palazzo,  ha verso i nostri pirati moderni, mi fa godere che per dileggiare l'uno e l'altro si dica "il comico" o "il capellone", mi fa godere, quando pur di screditarci inventano mostri che non ci sono.
Nel m5s vedo una tale freschezza e una voglia di pulito che non c'è da nessuna parte, una voglia contagiosa, bella da guardare e da vivere.
Quando un gruppo di cittadini si mette in testa di raccontare qualcosa,  per cui valga la pena di sfidare il mondo, di cambiare le carte in tavola,di riportare la legalità,  allora ben vengano i falsi profeti, i guru, i visionari, sicuramente faranno meno male.
 Non abbiamo più niente da perdere.... 

lunedì 2 dicembre 2013

SEMPLICEMENTE OLTRE



Non è necessario essere una persona molto intelligente, è sufficiente accendere la televisione per vedere la cruda realtà. Vent'anni fa, la borghesia ci promise un mondo di pace e prosperità grazie ai miracoli del sistema della libera impresa. Ora tutti i sogni si sono infranti, non rimane neanche una pietra sull'altra delle prospettive degli strateghi del capitale.
Al loro posto vediamo dappertutto un incubo generalizzato. La ripresa economica di cui tanto si parla è fragile e può finire in qualunque momento per un qualunque fatto accidentale, anzi è già finita.
Il 3° Vday, ieri, ha preso la forma di una grande nascita, di un mondo diverso, di un nuovo modo di pensare, di un nuovo modo di concepire il nostro futuro. In una Genova fredda, ma riscaldata dal calore di tanta gente, anche se non tantissima, ma la guerra dei numeri lasciamola ai primi titoli dei giornali, si è cercato di immaginare un futuro diverso per questa nazione.
C'è la consapevolezza che questa strada sarà dura da percorrere.
Noi ci abbiamo provato ad aggiustare il sistema malato, mettendo una toppa qua e una la, ma non ci siamo riusciti. Quindi il sistema va cambiato, il sistema va ribaltato.
Ma non solo il sistema Italia, ma soprattutto il sistema Europa.
Allora lo facciamo con sette semplici punti:
- Referendum per la permanenza nell'euro
- Abolizione del Fiscal compact
- Adozione degli eurobond
- Alleanza tra i paesi mediterranei per una politica comune finalizzata eventualmente all'adozione di un euro 2
- Investimenti in innovazione e nuove attività produttive esclusi dal limite del 3% annuo di deficit di bilancio
- Finanziamenti per attività agricole finalizzate ai consumi nazionali interni
- abolizione del pareggio di bilancio
Quindi torniamo nelle strade, spieghiamo ai cittadini che bisogna avere il coraggio di cambiare, che bisogna prendere una gomma e cancellare un sistema venuto male, per dare vita a un sistema pulito fatto da persone oneste. Dobbiamo avere il coraggio di andare oltre per una politica della felicità.

martedì 26 novembre 2013

CHE RICONFERMA SIA



Dopo giorni di polemiche interne, ieri sera, nella consueta riunione del lunedì, il m5s Legnano ha riconfermato i suoi consiglieri: Riccardo Olgiati e Daniele Berti.
Una riconferma costellata, da settimane di tensioni interne, dove le polemiche e le accuse reciproche non si sono risparmiate, toccando a volte il fondo, dove ognuno ha dato il meglio e il peggio di sé, dove gli animi si sono riscaldati e le vecchie amicizie si sono inclinate.
Cos'è la riconferma dei consiglieri?
 E' una specie di graticola umana, dove i portavoce del gruppo vengono giudicati sul loro operato da tutti gli attivisti, senza aspettare le prossime elezioni, dove a giudicarli, riconfermandoli o meno saranno gli stessi cittadini.
La riconferma è qualcosa di positivo, anche se in realtà non cambia di molto gli equilibri interni di un gruppo, ma permette al gruppo stesso di porsi delle domande , di evidenziare le criticità, di analizzare i propri operati e di trovare soluzioni.
Ieri sera i nostri consiglieri sono stati riconfermati.
Daniele è stato sicuramente quello più contestato, non sono piaciuti i suoi attacchi a Grillo, il suo correre spesso da solo, senza coinvolgere il gruppo, le sue dimissioni, i suoi blog e le sue lettere in Consiglio Comunale. Ma Daniele è così, un elemento pensante, con un impulsività, che spesso è stata la sua arma vincente, ma molte volte lo ha portato a commettere degli errori.
Il suo punto di forza?
Sicuramente il porsi delle domande, il cercare delle risposte, attivarsi per trovare la soluzione e dove non riesce avere l'umiltà di ammetterlo.
Daniele è il m5s Legnano.
 Anche se i personalismi, come sappiamo non hanno portato mai a niente di buono, lui è sempre stato il collante di questo gruppo, che forse da domani cercherà di trovare una propria identità.
Tra tante colpe, forse la sua colpa più grande e essere una gran bella persona.
Riccardo, invece, è quello che meglio rappresenta il m5s, non solo perché è giovane ma anche perché è proprio un cittadino come noi. Si potrebbe definire come il "politico" della porta accanto. Con la sua voglia di imparare e con l'impegno del cittadino che entra nelle istituzioni.
L'unica colpa di Riccardo? E di essere anche lui una gran bella persona.
Allora che dire.......
Con la curiosità di un bambino, chissà cosa avrebbero votato ieri sera i 3376 cittadini che 18 mesi fa ci hanno creduto?
Ma!!! E' una curiosità, che mi resterà ancora per molto tempo, almeno fino alle prossime elezioni, quando spero che l'onesta continuerà ad andare di moda.

lunedì 11 novembre 2013

LA PARTITA DI PALLONE



Domani sera, in Consiglio Comunale, sarà come essere allo stadio.
Perché diciamolo, la politica è come un torneo di calcio, peccato che il cittadino comune si entusiasmi meno.
Il calcio molto spesso assomiglia alla vita così com'è, riproponendo la stessa sintesi di casualità e immoralità, che la vita reale ci riserva da adulti dopo che la scuola e la famiglia ci hanno insegnato ben altro.
La politica è come il calcio, ci si appassiona ad uno schieramento anziché all'altro e si va avanti a tifarlo  per anni, come se fosse la squadra del cuore.
Perché, diciamolo, si può cambiare casa, moglie, marito, paese e città, ma la squadra del cuore mai.
Io non amo il calcio, non sono tifosa, trovo il calcio uno sport noioso, però piace tanto ai miei bambini, e quindi per forza di cose, mi tocca farmi vedere un po' interessata.
Allora capita che alcune domeniche mi devo fare del male e seduta negli spalti, devo subirmi interminabili partite, dove non sempre vince il migliore, anzi il cinismo e l'opportunismo premiano al pari della disonestà. I giocatori mentono e simulano spudoratamente, si buttano a terra, perdono tempo, scalciano vigliaccamente, conta solo chi segna, chi s'è fatto il mazzo resta in ombra e l'arbitro può condizionare il risultato.
Nelle tribune ogni genere di imprecazioni, mancano solo i fucili e poi si è liberi di sparare, ma tanto qualcuno a detto " Non siamo mica in chiesa" Perché? Solo in chiesa ci si comporta da persone civili.
Ma il calcio è lo sport italiano per eccellenza e quando trasformiamo la politica in un campo di calcio, allora vediamo la vera "democrazia partecipativa".
Come il confronto tra Vitali e Centinaio in Piazza San Magno, mancavano i fumogeni e poi sarebbe stato uguale, c'era pure l'arbitro super partis " noi quelli del m5s".
La partita è finita 1 a 0 per Centinaio, ma come dicevo prima, non sempre vince il migliore (anche se tra i due un migliore non c'era) l'arbitro molto spesso può condizionare il risultato.
Allora godiamoci questo Consiglio Comunale, magari comodamente seduti a casa nostra, davanti al nostro pc, come una vera partita di calcio. Vediamo chi sarà il più bravo a tirare la palla in porta, o chi si butterà a terra perdendo tempo, o chi scalcerà vigliaccamente, in palio c'è il governo della città, un bilancio da approvare, un comune da gestire.

mercoledì 30 ottobre 2013

EXPO 2015 LA GALLINA DALLE UOVA D'ORO


Ma Expo è la gallina dalle uova d’oro?

L’expo 2015 è un’esposizione universale di natura non commerciale ( dunque non è una fiera), organizzata da una nazione che ha vinto una gara di candidatura e prevede la partecipazione di altre nazioni invitate tramite canali diplomatici dal Paese ospitante.

L’Expo di Milano aprirà le sue porte il primo maggio 2015 e terminerà il 31 ottobre dello stesso anno: quindi durerà sei MESI.

Mi verrebbe da dire tutto questo cinema per sei mesi….ma andiamo avanti.

L’Expo sarà ospitata in un’area nel settore nord-ovest di Milano e occuperà una superficie di 1,7 milioni di metri quadrati, comprendente parte del territorio delle città di Pero e Rho.

Adesso annoiamoci con un po’ di numeri

• Il Sito Espositivo: 110 ettari

• The World Avenue: 1.5 km di lunghezza |35 m di larghezza

• Un lotto per ogni Paese: 140 Partecipanti di cui 130 Nazioni e

10 Regioni internazionali

• La distribuzione dei Paesi: 5 aree bioclimatiche

• Il Cardo - L’Italia e le sue regioni, città, province: 325m di

lunghezza 30m di larghezza

• Piazza Italia - dove l’Italia incontra il Mondo: 4.350 mq

• Palazzo Italia - l’ospitalità italiana

• Le Aree Tematiche: 6 aree tematiche, 95.000 mq

• Gli Agroecosistemi e le Serre: 6 ettari di cui le Serre 25.000 mq

con 45 m di altezza

• Le Aree Corporate di Sviluppo Tematico: 3 aree, 50.000 mq

• Expo Village, l’accoglienza dei Partecipanti: 160 edifici affacciati sul

canale, 320 appartamenti, 1.200 persone

• Le Aree eventi: 6 aree indoor e outdoor

• Le Aree di servizio e ristorazione: 12 aree con 30.000 mq

• Il Canale: 4.5 km di lunghezza | 90.000 mq

• Il Waterside path: 4 km

• Aree di ingresso e di uscita: 2

• La Lake Arena: 98 m di diametro

• Le Tende: 100.000 mq

• La partecipazione della società civile: Cascina Triulza 12.000 mq

Expo viene gestita da Expo 2015 S.p.A.

Expo 2015 S.p.A. è una Società privata e quindi opera ed è disciplinata secondo le norme del diritto privato, ma essendo interamente partecipata da Società pubbliche (Governo della Repubblica Italiana - Ministero dell’Economia e delle Finanze;  Regione Lombardia; Comune di Milano; Provincia di Milano;  Camera di Commercio Industria Agricoltura e Artigianato), la Società è sottoposta alle normative di diritto pubblico per quanto concerne gli affidamenti a soggetti terzi di lavori, servizi e forniture.

Il Sito Espositivo occuperà un’area di oltre un milione di metri quadri che sarà organizzato lungo il Decumano, dove sarà offerta a tutti i Paesi l’opportunità di esprimere e rappresentare la propria ricchezza alimentare, produttiva, tecnologica e innovativa, e lungo il secondo asse, il Cardo, che sviluppa attorno a sé gli spazi espositivi curati dall’Italia con il “Padiglione Italia”.

Il presidente di Expo 2015 S.p.A. è Diana Bracco, che è anche il commissario del Padiglione Italia mentre l’amministratore delegato è Giuseppe Sala , che è anche il commissario unico.

Quindi Expo è la gallina dalle uova d’oro?

Intanto l'Expo viene finanziata con risorse pubbliche: 1,4 miliardi di investimenti diretti sul sito, cifra che raggiunge i 10 miliardi se consideriamo le opere collegate. Vecchi progetti autostradali, per esempio, che si sono rifatti una verginità per rientrare nel progetto, mentre le opere più utili sono state accantonate. La linea 6 della metropolitana è stata stralciata, la 4 avrà solo due fermate e la linea Lilla, già inaugurata, copre solo la zona nord di Milano. Il 40% dei finanziamenti arriva dal governo, ma il comune di Milano, che ha un buco di bilancio di 430 milioni, nel 2013 ne deve stanziare 370. Per questo Pisapia continua a chiedere una deroga al patto di stabilità, e il governo tace. Tacciono anche le forze politiche, del resto i due appalti più importanti se li sono aggiudicati la Cmc di Ravenna della Lega delle Cooperative (90 milioni) e la Mantovani (270 milioni), che comprende diverse imprese venete vicine al Pdl. L' Expo è bipartisan anche nella spartizione dei soldi.

Maroni aveva lanciato l'esperimento delle White List, un elenco di aziende pulite controllate dalla prefettura, peccato che non sia andato in porto. Ora si parla di un "protocollo della legalità", ma nel frattempo le aziende hanno già cominciato a lavorare ed è difficile controllare la giungla dei subappalti, infatti alcune sono state già escluse perché in odore di criminalità organizzata. E i lavori sono appena cominciati.

Sacconi, presidente della Commissione Lavoro al Senato, lo ha detto chiaramente: siccome l'Expo è un evento nazionale, la possibilità di sperimentare nuove forme di flessibilità va estesa a tutto il territorio. Lo chiede anche Confindustria. Vogliono prolungare di 48 mesi i contratti a tempo determinato, sfruttare di più la formula dell'apprendistato, allungare il primo contratto a termine... Se Expo servirà per dare soldi alle solite imprese, ridurre i diritti di chi lavora e comprimere welfare nelle città, non capisco di quale occasione si stia parlando.
Expo è la gallina dalle uova d'oro, per i soliti noti.

venerdì 11 ottobre 2013

L'UOMO ATTACCATO NEL VUOTO AL SUO FILO DI RAGNO



L'uomo attaccato nel vuoto al suo filo di ragno è un bellissimo verso di Ungaretti, che spiega benissimo la realtà del paziente Italia.
L'Italia è un paziente malato di mente. Malato grave, quasi da ricovero, però non ci sono più i manicomi.
Quali sono i sintomi della malattia mentale dell'Italia?
 Sicuramente,  come scrive lo psichiatra Vittorino Andreoli, se ne possono individuare quattro: il fatalismo, l'esibizionismo, l'individualismo e il masochismo.
Il fatalismo, legato soprattutto al credere, più che alla fede.
Pensare per esempio che domani mattina alla otto ci sarà il miracolo, poi se lo fa San Gennaro, Dio o chiunque altro, poco importa.
 Insomma, noi viviamo in un disastro ma crediamo che domani alle otto, ci sarà il miracolo, che ci cambia la vita. Quindi non vale la pena di fare niente. Chi se ne frega, chi ci governa, uno o l'altro tanto domani alle otto, c'è il miracolo.
Poi c'è il sintomo del masochismo, il masochismo è il piacere di trattarsi male e goderne.
Gli italiani soffrono del masochismo  mascherato dall'esibizionismo.
 Infatti basta ascoltare i loro racconti meravigliosi, quelli delle loro vacanze, della loro famiglia. Ho fatto questo, ho fatto quello, sono stato al ristorante, il più caro. Mio figlio è il più bravo, quello piccolo, poi è straordinario......
Tipo, non ho una lira, ma mostro il portafoglio, anche se dentro non c'è niente.
Ultimo sintomo, non meno importante è l'individualismo spietato.
Un certo individualismo è normale, uno deve avere la sua identità a cui si attacca la stima.
Preoccupante è quando diventa spietato.
Immaginate dieci persone su una scialuppa col mare agitato e il rischio di andare sotto. Ecco invece di dire " cosa possiamo fare insieme, noi dieci per salvarci, scatta l'io". Io faccio così, io posso nuotare fino a riva, io me la cavo.
Spesso questo individualismo si estende ad un piccolo clan, per esempio alla ragazza che mi piace, presente sulla scialuppa, all'amico, all'amante. Un individualismo allargato.
A tutti questi sintomi aggiungerei anche il sintomo del "recitare". Noi non esistiamo se non parliamo, noi esistiamo per quello che diciamo, non per quello che facciamo. Spesso si indossa una maschera e alla fine non si sa più qual'è il volto.
Passiamo la nostra vita a parlare, parliamo anche quando dobbiamo stare zitti, parliamo mentre ascoltiamo la musica, ci mascheriamo e parliamo.
Come quando raccontiamo delle nostre vacanze diciamo che siamo stati fuori 15 giorni invece è una settimana. Raccontiamo di avere una mega casa con un terrazzo tutto ricco di verde, invece abitiamo in un monolocale e quando torniamo a casa, a furia di raccontarlo, ce ne convinciamo e cerchiamo il terrazzo senza trovarlo.
Nessun psichiatra potrebbe salvare questo paziente che è l'Italia. Perché se ti togliessi la maschera, ti vergogneresti, perché ormai abbiamo perso la faccia dapertutto.
Se ti togliessi la fede, ti vedresti meschino. Quindi se decidessimo di curare questi sintomi andremmo verso un suicidio di massa.
 Ci vorrebbe un manicomio per tutti questi malati, ma il manicomio è già l'Italia.
Quindi ogni criterio di buona politica o di buona economia su di noi non funziona perché in questo momento la nostra malattia è vista come la salvezza. E come se dicessi ad un credente che Dio non esiste e che invece di pregare dovrebbe andare in piazza a fare la rivoluzione. Oppure, potrei dire loro, andate in piazza a votare, togliete il potere a chi ci ha devastati e rovinati. Ma non lo farebbero perché si metterebbero la maschera e direbbero che gli va tutto benissimo.
 Allora!!!!!!!!........buona cura a tutti.

giovedì 10 ottobre 2013

LA CRISI NON SI COMBATTE CON LE MANI IN MANO


Piccolo è bello. O, a volte, anche meglio. Nonostante la mancanza di risorse, sembra che i piccoli paesi italiani reagiscano alla crisi con una dose di creatività che ai Comuni più grandi spesso manca. Un caso esemplare è Sadali, un villaggio dell’entroterra sardo, in provincia di Cagliari, che conta poco più di 900 abitanti. L’amministrazione locale si è inventata un sistema originale: pagare le giovani coppie per trasferirsi stabilmente nel paese. L’offerta messa a punto dalla giunta prevede l’erogazione di buoni spesa di 200 euro al mese, per due anni, destinati alle famiglie che scelgono di spostare la propria residenza a Sadali. Il Comune da cui ci si muove però deve avere più di tremila abitanti, altrimenti si rischia di ripopolare un villaggio e di abbandonarne un altro.
 Alcune realtà sono troppo danneggiate non recuperabili, altre in contesti geologici franosi, altri ancora in luoghi terremotati, però, una parte considerevole sono semplicemente abbandonati, la più frequente causa dell'abbandono è l'isolamento per la loro lontananza dai maggiori centri abitati.

 Mio padre è nato in campagna, mi ha insegnato a rispettare la natura, e tutto quello che ruota attorno ad essa, compreso tutto quello che la campagna gratuitamente da in termini di sostentamento per l''uomo.
Ieri mi sono messa a ricercare questi luoghi, che in Italia, vengono spesso abbandonati e lo fatto, perché mi sono reso conto della brutalità della vita che si vive nelle grandi città sature,caotiche, ritenute moderne, in realtà sono un agglomerato di fattori contraddittori alla vera natura dell'uomo.
Per questo, mi piacerebbe realizzare un progetto di massima, per la rivalutazione di alcune possibili realtà abbandonate dove insediare la nostra prima sede collettiva.
Il progetto riguarda, un nuovo articolato modello di vita, libera e indipendente.
 In parole povere, il progetto si rifà all' autonomia che fin dai tempi antichi frati e monaci si sono dedicati con successo nei vari monasteri disseminati in Italia, ponendo alcune varianti indispensabili, adeguandole ai nostri tempi.
 Tutto consiste nel trovare nuclei famigliari, singole persone, motivate ed intenzionate  a costituire una libera comunità auto sufficiente ed autogestita autonomamente, dove tutti i componenti in modi diversi collaborano al fabbisogno ed alla conduzione quotidiano della comunità.

Premetto che nella mia vita non ho appreso numerosi mestieri. Però sono convinta, che l'unione fa la forza, e si possono sempre trovare persone, che hanno acquisito esperienze da vecchi maestri artigiani,  e che oggi possono trasmettere a tanti giovani volonterosi intenzionati  questo nuovo percorso sociale.
Credere in un progetto significa avere le idee chiare sul cosa e come realizzarlo dettagliatamente, calcolando tutte le possibili valutazioni e varianti del caso.
  La vita in comunità prevede condizioni sociali differente dalla città, specie per chi non ha, esperienza di vita in campagna, una vita sana, libera, all'aria aperta.
L'attuale crisi socio-economica tocca tutte le categorie del mondo del lavoro e delle professioni, molti giovani oggi sono in cerca di un occupazione seria e duratura, altri meno giovani non riescono più a inserirsi nel mondo del lavoro, questo nostro sistema basato sul PIL sembra collassarsi irrimediabilmente.

 Senza presunzione, questa nuova forma di  collettività, vuole offrire una vera alternativa di vita più sobria, nel pieno rispetto della natura, producendo noi stessi i prodotti della terra per il fabbisogno quotidiano necessario della Comunità, dove tutti a vario titolo mettono a disposizione la loro esperienza tecnica lavorativa a beneficio di tutta la Comunità, godendo di tutte le opportunità acquisite dalla comunità: casa, alimentari,ecc. ecc., oltre a tutti i servizi posti in essere per una vita dignitosa, serena.
Le competenze lavorative comprendono tutti i settori, che vanno dal turismo sociale, all'agricoltura, artigianato, edilizia ecc..
La fonte primaria di “reddito” è il turismo sociale, attività già avviata con successo, mentre l'agricoltura resta un importante fonte di  sostentamento gratuito per tutta la Comunità.

Che dire, questa potrebbe essere una soluzione, io penso che basti partire, poi le cose verranno da sé.
Forse è il tempo di ricominciare, quasi quasi ci faccio un pensierino......Voi che ne dite?